I luoghi de “L’antagonista”: Gonzaga, 1

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Parte della vicenda de L’antagonista si svolge a Gonzaga, in provincia di Mantova. Il protagonista vi alloggia in un piccolo albergo. La fotografia mostra il luogo dove l’albergo sorge (ma, naturalmente, in quel luogo – nella realtà – non c’è nessun albergo).

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2 thoughts on “I luoghi de “L’antagonista”: Gonzaga, 1

  1. Buon giorno sono Lucia Gandolfi e sono giunta in questa pagina partendo dal link di Giulio Mozzi su fb per poi soffermarmi sulle sue (di GM) parole su questo sito. E’ la prima volta che mi capita di incontrare un libro (un accenno di libro) che abbia diversi incroci con i miei interessi, luoghi amati, argomenti che mancano di risposte, personaggi che sono già entrati a far parte della mia vita. E’ inquietante e sono contenta di ciò, non vedo l’ora di leggere anche il resto.

    Ora le domande:

    Perché Gonzaga (Mn)? Ho fatto qualche ricerca sulla casa d’angolo, la bellissima costruzione sita tra Via Chiesa Matildica (Sp 50) e Via Fiera Millenaria che ora, ahimè è in rovina (internamente in rovina), ma esternamente racconta una storia diversa. Mi è stato raccontato che quella costruzione, che al solo vederla accende la fantasia di chiunque, era una casa privata, poi data al comune che l’aveva utilizzata per accogliere gli extracomunitari, ma dopo il terremoto è stata dichiarata inagibile e al suo interno trovano casa i volatili. Esternamente si mantiene ancora bella: un guscio che prima o poi si sgretolerà, ma fino ad allora la facciata esterna manterrà il segreto. Questo mi riporta alle parole di GM su Erika, sul suicidio di Erika che lascia (appunto) gli altri sbigottiti (interno ed esterno non comunicano). Il suicidio di Erika richiama alla mia mente un altro suicidio avvenuto nel lontano 1934 non molto distante da Gonzaga dove vivono ancora alcune parenti.

    L’immagine della ragazza che cammina a piedi nudi sulla sabbia mi ha ricordato Giuliana, un’insegnate che era arrivata in paese (di mare) e si era trasferita a casa di una zia in un giorno d’inverno e passeggiando vicino a una grotta aveva incontrato Tobia, un pittore che stava tentando di dipingere un quadro che non ne voleva sapere delle pennellate dell’artista, un quadro che chiedeva qualche cosa di diverso. Tobia ne era infastidito, ma anche incuriosito: voleva sapere fino a che punto sarebbero andati avanti e se mai un giorno avrebbero trovato un accordo. Non avendo letto che le prime pagine mi può dire se l?immagine della ragazza che cammina in spiaggia e la personalità di Erika saranno in qualche modo agganciate?

    Lo scrittore (a proposito come si chiama?) nel tavolo di cucina vede ancora la nonna della moglie, o meglio l’immagine della vecchia con il lungo coltello intenta a tagliare la verdura. Da dove viene questa nonnina?

    Questo solo per cominciare, mi perdoni se le ho scritto così tanto, ma volevo poterle raccontare le mie impressioni.
    “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. (cap. III – J.D. Salinger docet)” E io chi sono per fare diversamente?

    Grazie
    Lucia

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  2. Ciao Lucia (passo subito al “tu”, spero non ti dispiaccia). Intanto grazie per la lettura, le impressioni e le domande. Mi è molto piaciuta la tua osservazione riguardo al rapporto interno/esterno che, se non ho capito male, collega il palazzo (la sua vicenda, il suo disfacimento interiore rispetto alla sua apparenza esteriore) alla vicenda di Erika così come raccontata da Giulio nella presentazione.
    Ora, le risposte alle tue domande:
    1. Perché Gonzaga (MN)?: a Gonzaga ci sono stato una sola volta, per cinque giorni, nel 2009. Non ho parenti o amici da quelle parti, e ne conservo solo ricordi vaghi. Questo lo dico per spiegare che non ho legami con Gonzaga, i suoi dintorni e le sue storie (a proposito, grazie per avermene raccontata qualcuna, in effetti ci sono somiglianze e richiami abbastanza inquietanti). Comunque, sul perché proprio Gonzaga, credo che la risposta più onesta che possa darti è che all’epoca, quando sono stato lì, mi è sembrato un luogo perfetto per ambientarvi un mistero.
    2. Mi può dire se l’immagine della ragazza che cammina in spiaggia e la personalità di Erika saranno in qualche modo agganciate?: Sì, le due cose troveranno un punto d’incontro.
    3. Lo scrittore (a proposito come si chiama?): Lo scrittore un nome non ce l’ha. O forse, cosa più probabile, ce l’ha ma non ce lo dice.
    4. Da dove viene questa nonnina?: La figura della nonnina è legata all’immagine del tavolo, che è (nella mia testa, ovviamente) uguale a quello che era in casa di mia nonna. Credo quindi (dico credo perché non ne ho un ricordo nitido) che immaginando il tavolo per quella scena mi sia venuto naturale legarlo all’immagine di una donna anziana che taglia della verdura.

    Edoardo

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