“Per un rigore del sogno e della realtà”

cult

di Roberta Virduzzo

[Questo articolo è apparso il 6 ottobre 2016 in Cultweek].

Difficile che un romanzo non racconti una sofferenza. Di solito si tratta di sofferenze prodotte da avvenimenti che interrompono l’ordine della vita, e nello sviluppo della storia trovano una forma di riparazione. Poi ci sono i romanzi pervasi dalla sofferenza dove la contiguità con il dolore non ha niente di eccezionale, come se la consapevolezza della fine del proprio mondo fosse nell’ordine naturale delle cose. A scrivere di una sofferenza endogena e inestirpabile è un esordiente trentenne nato a Città del Messico che vive a Cassino e si chiama Edoardo Zambelli. L’antagonista è il titolo del suo romanzo e racconta una porzione di vita di un uomo reduce da una separazione che decide di prendersi una pausa dal suo lavoro di web content editor e dedicarsi alla scrittura di un romanzo. Un desiderio probabilmente antico nella mente del personaggio che viene svelato nella sua urgenza dallo zampettio ipnotico di una mosca sullo schermo del televisore. Siamo solo alla prima pagina e assistiamo alla prima di una serie di annunciazioni che precedono i passaggi di consapevolezza del protagonista nell’arco della sua storia.

Continua a leggere in Cultweek.

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