“Una scrittura fatta di dettagli illuminanti”

krz-act4-full.0.0

 

[La matita rossa recensisce L’antagonista nel suo sito].

Si tratta di un romanzo piuttosto letterario che, per nostra fortuna (e per la fortuna di tutta la categoria) ha uno stile scorrevole, pulito e privo di orpelli.

Anche la storia si fa seguire, in un plot che man mano si complica e in una confusione subito esplicita tra realtà e finzione letteraria.

Il romanzo si apre con un uomo, seduto sul divano di casa sua, davanti alla televisione. Un uomo che all’improvviso, guardando una mosca strofinare le sue zampe sullo schermo, assume consapevolezza e si slega dallo stato d’apatia in cui è finito da quando sua moglie non vive più con lui. Sono passati due mesi e l’unica soluzione che vede davanti a sé è partire, allontanarsi dalla sua quotidianità. Presto scopriamo che il viaggio ha anche un altro scopo: scrivere un romanzo su cui non ha mai avuto il tempo o la capacità di lavorare. Ma i tempi sono maturi e decide di alloggiare in una casa al mare, a Torre dell’Orso, un paesino pugliese disabitato d’estate.

Una volta trasferito, un’immagine continua a passargli per la mente: una donna che cammina sulla spiaggia, osservata da qualcuno, l’autore, che vorrebbe scriverne la storia ma non ne è ancora in grado. Finché un giorno si ritrova a leggere un giornale locale e scopre che una sua vecchia fidanzata, Erika, conosciuta al tempo in cui frequentava l’Università fuori sede, a Mantova, si è suicidata.

Senza sapere perché si lancia in questa ricerca disperata delle ragioni che l’hanno portata a quel gesto, divorato da un senso di colpa.

Veniamo a sapere infatti che tempo prima, Erika gli aveva scritto un’email, quasi una richiesta di soccorso, dopo aver visto il suo nome a firma di uno degli articoli che il protagonista aveva scritto per il magazine di cinema online per cui lavorava.

Ritrovare Erika e ripercorrere dieci anni in cui si sono persi di vista non sarà così semplice perché nessuno sa dove sia stata, cosa abbia fatto. Così si ritroverà a incontrare diverse persone che hanno fatto parte della sua vita o che sono state semplici meteore, passando da Mantova a Roma, per poi ritornare nella sua Puglia. Vorrebbe una redenzione, un perdono.

Un romanzo senz’altro complesso, sempre al limite della realtà, che ci lascia il più delle volte in una nebbia, che viene dal mare, e che si fa sempre più fitta e umida man mano che si avvicina a Mantova e al passato, in una continua fuga verso qualcosa di non meglio definito.

Ci è piaciuto perché mette in scena la confusione mentale dei personaggi (e di rimando del lettore) descrivendo piogge incessanti, nebbie eterne, luoghi-non luoghi, come quelli della memoria. E lo fa con una scrittura fatta di dettagli illuminanti che abbiamo sotto il naso tutti i giorni, verosimili, ma che leggendo ci paiono eccezionali, un linguaggio molto controllato. Ci è piaciuto perché molto ricorda il realismo magico con incursioni nella coscienza, nella memoria e nel sogno e un simbolismo molto forte. Inquietante.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: