“Zambelli colpisce al centro delle cose”

[Questo articolo è apparso in Mangialibri.com].

L’uomo è seduto sul divano, immobile, guarda la tv. C’è una mosca che continua a ronzare lì attorno a lui. Lui conta i minuti, li lascia scivolare via inermi. Vuole solo che il tempo passi. Sono due mesi che lui e sua moglie si sono separati. Due mesi dolorosi. Due mesi in cui il tempo scorre ad una velocità che l’uomo non comprende più. Improvvisamente gli viene in mente una soluzione. L’unica possibile, forse. Partire. Andare via da quell’appartamento dove erano stati felici. Prendersi dei giorni per se. Non ha fretta. Scenderà in Puglia, forse. Si farà ospitare in una casa al mare di amici. Ormai l’estate è passata e sarà vuota. Oppure cercherà Erika. Dove sarà? Come saranno passati per lei quegli anni di silenzio? Come ha fatto a non sentirla per tanto tempo, come ha fatto il suo amore per lei a nascondersi così bene da non essere più il suo pensiero costante? Come ha fatto a mettere via tutto, a sposarsi, come a fatto a mettere via Erika? Cercarla non sarà facile. Nessuno sa dove sia. O meglio, sembrano tutti molto reticenti nel voler parlare di lei. Viveva a Roma per un periodo. Era una attrice. L’uomo parte alla sua ricerca. Segue le sue tracce, segue i suoi ricordi, riannoda le fila di una storia – quella di Erika – che diventa improvvisamente molto più complessa di quello che lui stesso s’era mai immaginato. Deve almeno dirle addio. Solo questo. Solo un addio…

Edoardo Zambelli, trentenne di origine pugliese, è al suo esordio narrativo con L’antagonista. Il suo è un romanzo complesso, che scava nei meandri dell’animo umano, che non lascia nulla per scontato. Lo stile è paratattico, scorrevole, pulito e privo di fronzoli. Zambelli colpisce al centro delle cose, non ci gira attorno. Il plot si fa sempre più serrato. Immaginiamo nei primi capitoli di avere tra le mani una storia di “formazione”: c’è il protagonista (di cui non viene mai fatto il nome) che cerca di superare un impasse della sua vita. Tutto quello che ha costruito è improvvisamente crollato con la velocità di un castello di carte. Invece Zambelli prepara il suo primo colpo di scena: Erika è sì l’amore della vita del protagonista ma è anche una entità sempre più evanescente, impalpabile. Siamo di fronte ad una vera e propria indagine con tanto di risvolto noir. L’assenza di Erika si fa via via sempre più presenza: ne ripercorriamo la vita, ne scandagliamo le emozioni, le paure, le gioie. Erika è motore immobile attorno alla quale ruota il protagonista e gli altri personaggi. Un esordio letterario interessante quello di Zambelli, una scrittura originale, mai banale, accurata la sua, una storia interessante, avvincente che non ha mai passaggi a vuoto, non ci lascia mai annoiare, anzi, ci tiene con il fiato sospeso pagina dopo pagina. Chi è Erika? Perché è scomparsa? Perché due persone così innamorate ad un certo punto si sono inspiegabilmente perse? Perché hanno preso direzioni diversi come fossero rette parallele?

 

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