“Le resurrezioni” di Federico Platania

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Federico Platania, Le resurrezioni, Antonio Tombolini Editore, 2018, 344 pagine

Le resurrezioni, l’ultimo libro di Federico Platania, racconta in sostanza due storie: quella di Alessio Baronian, che fin da piccolo è visitato dai fantasmi di gente morta in modo violento – facoltà che per altro si manifesta in una forma bizzarra, perché i fantasmi gli appaiono con le sembianze di personaggi derivati dall’immaginario pop americano (Lee Harvey Oswald, Marilyn Monroe ecc.); e poi la storia di Elena Gabriele – per la quale Alessio prova un amore non ricambiato – che ha in mente il progetto di una grande piattaforma di condivisione interamente basata sui suoni, una sorta di YouTube sonoro, per dirla spiccia.

Questi i presupposti di una storia che inizia in Italia e termina molto lontano, quasi dieci anni più tardi, nel deserto della California, dopo che Alessio e Elena si sono in qualche modo inseguiti per più di trecento pagine.

A colpire particolarmente, a mio avviso, sono due cose.

La prima: l’impressionante capacità dell’autore di gestire e tenere vivo un racconto di grande respiro, senza perdere mai il gusto della narrazione pura, anche lì dove la trama diventa di grande profondità (vi si trattano temi importanti), l’autore non abbandona mai il piacere di raccontare. A questo proposito si può quasi parlare di un romanzo corale. Dico “quasi” perché Alessio e Elena sono effettivamente i personaggi con maggior peso, ma la terza persona di Platania qui e là li lascia da parte, così da dare il giusto spazio anche alle figure minori. Una scelta, questa, mai di puro compiacimento, ma dettata dalle necessità di una narrazione che non lascia nulla al caso.

La seconda: la capacità di entrare e uscire dai generi, sfiorandoli senza mai aderirvi del tutto. Si tratta, come sottolinea la bandella del libro, di una storia di fantasmi e una storia d’amore. Ma c’è molto, molto di più. Si racconta di un disastro industriale, di ossessioni che ricoprono l’intero arco di una vita, del sesso, dell’incapacità di comunicare, delle insidie e dei sacrifici del percorso artistico. Le resurrezioniè tutto questo, senza essere nello specifico nessuna di queste cose.

Riflettendo sulla vita dopo la morte, Platania dà voce a solitudini che cercano la pace nella vita terrena, e lo fa con la delicatezza di una prosa elegante, precisa, e con tutto il talento di un grande narratore.

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