“Un esordio coi fiocchi”

di Gianluca Barbera

[Questo articolo è apparso oggi nel quotidiano Il Giornale].

barbaUna vicenda reale – ma fino a che punto? – s’intreccia con una storia immaginaria. Quasi impossibile distinguerle. Ma non è il caos. E’ la sostanza di cui è fatto il mondo. Da una parte una donna che si getta da una finestra. Dall’altra una ragazza in cerca del suo assassinio. Quale delle due è reale? Certo, una esce dalla mente di uno scrittore, l’altra è una donna da lui amata. Ma siamo sicuri che non siano la stessa persona?

La fantasia dello scrittore viene messa in moto da un’immagine: “una ragazza che cammina a piedi nudi nella sabbia in una giornata di pioggia, alla fine dell’estate”. Un ulteriore dettaglio. “Mentre lei camminava sola sulla battigia, un uomo la osservava dalla finestra di una casa sulla spiaggia”. Poi compare un ragazzo, che la invita a prendere un caffè. Uno che cerca di rimorchiarla? No, quel ragazzo non è ciò che sembra. Nella sua mente si annidano spettri nerissimi. Da quel momento il destino della ragazza pare segnato. E così la storia trova la sua direzione.

E la donna che si è buttata dalla finestra? C’entra eccome. E’ la molla che fa scattare la “trappola”. Lo scrittore, che per rimettere insieme i cocci della propria vita dopo un divorzio traumatico, ha scelto di isolarsi affittando proprio una casa affacciata sul mare, nota la sua fotografia su un giornale locale, sopra un trafiletto che dà notizia del suicidio. Non subito, ma la riconosce. Anche se precocemente sfiorita, non può esservi dubbio: è Erika, la ragazza che ai tempi dell’università ha amato, in una città lontana. Come ha potuto la ragazza solare che aveva conosciuto fare una simile fine?

Ecco dunque che l’uomo (al quale l’autore non dà un nome) si imbarcherà in un viaggio alla ricerca di una verità che molti tenteranno di sfilargli di mano e che lo condurrà a tu per tu con il proprio demone antagonista (tutti ne abbiamo uno). Quasi una mistery story, con parecchi degli ingredienti del genere. Un funerale senza nessuno a seguire la bara. Un biglietto sulla lapide, nel quale è scritto: perdonami. Una foto che ritrae uno stupro di gruppo. L’antagonista di Edoardo Zambelli (Laurana editore, pp. 214, euro 15) è un esordio potente e disturbante, sorretto da una lingua tesa e precisa fino alla soglia dell’iperrealismo.